Blog di Pino Cerciello

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San Giuseppe Vesuviano – Giugno Popolare vesuviano in scena dopo i fasti dei ’70

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San Giuseppe Vesuviano - Torna in scena il «Giugno Popolare Vesuviano». Una manifestazione che, a cavallo degli anni ’70 e ’80, segnò una vera rivoluzione culturale a San Giuseppe Vesuviano. A distanza di circa 40 anni la grande kermesse, conosciuta in Italia, ma anche oltre oceano, torna a essere rievocata grazie ai ragazzi dell’Alberghiero «Luigi De’Medici», di Ottaviano. Gli studenti, insieme al preside, Virginio Ferrara, a Franco Ammirati e a tanti altri appassionati di cultura e spettacolo popolare, hanno voluto dedicare l’ultima tappa di venerdì 27 aprile, del percorso enogastronomico «L’appetito vien mangiando», al Giugno Popolare Vesuviano. «Un momento unico di aggregazione e partecipazione veramente popolare registrato nell’area vesuviana tra il 1974 e il 1986. Musica, teatro, cinema, eventi, feste e balli tradizionali, canti popolari, sport, magia, pittura e molto altro ancora». Questa la definizione della maggior parte dei critici di allora. La manifestazione finì anche nei circuiti televisivi di quegli anni attraverso la trasmissione cult di Renzo Arbore, «L’altra domenica». Per venerdì, 27 aprile, i cuochi e gli allievi dell’Alberghiero di Ottaviano, coordinati dallo chef Salvatore Tecchia, prepareranno alcuni piatti della tradizione vesuviana. Nell’occasione sarà presentato il vino «Lacrima Cristi» di Villa Dora, casa vinicola di Terzigno.

Il Mattino 25 aprile 2012

Ottaviano – San Giuseppe Vesuviano – L’iniziativa all’Istitituto Alberghiero De Medici -Cinque strade gastronomiche da studiare tra i banchi

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Giovani chef I ragazzi dell’alberghiero «De’ Medici»

San Giuseppe Vesuviano – Cinque percorsi enogastronomici per valorizzare il territorio e contribuire all’evoluzione culturale, economica e sociale dell’intera area. E’ questo l’ambizioso programma messo in piedi dall’Istituto Alberghiero “Lorenzo De Medici “ di Ottaviano San Giuseppe Vesuviano. Una realtà, al confine tra le due cittadine, che sforna, da oltre quaranta anni, personale altamente specializzato per il settore alberghiero e della ristorazione. Un punto di riferimento per l’intera area che mira ora a consolidare anche il rapporto culturale con tutti il comprensorio interno al Vesuvio.

La sede centrale dell'alberghiero in Via Zabatta

Da qui l’idea del preside, Virgilio Ferrara, di organizzare insieme ai responsabili del “Giugno Popolare Vesuviano” un percorso enogastronomico, in cinque appuntamenti, dall’invitante tema; “La Cultura vien Mangiando”. In pratica una rimescolazione delle tradizioni culinarie vesuviane, affidate alla scuola, e con il contributo della cultura popolare evidenziata dal “Giugno Popolare Vesuviano”. Una manifestazione che, per anni, in passato, ha segnato una svolta di vita in un territorio sconvolto dalle guerre di camorra attraverso un grande momento di aggregazione cultural – popolare. Un evento seguito, in quegli anni, dai massimi organi d’informazione e che contribuì a rimarcare la grande tradizione vesuviana fatta anche di non delinquenza. “Anni importanti per tutti noi – afferma, Franco Ammirati, coordinatore del Giugno Popolare di quegli anni – che stiamo tentando di riportare a galla attraverso la scuola ma anche attraverso una raccolta di foto, scritti, audiovisivi, che ci proponiamo di offrire in futuro alle nuove generazioni”.

La reception della scuola

L’istituto Alberghiero De Medici ha risposto subito all’appello organizzando i cinque incontri, (il 27 gennaio è programmato il secondo appuntamento) che culmineranno con l’ultima serata del 27 aprile. “Una serata che sarà dedicata alla rievocazione del Giugno Popolare Vesuviano – riferisce il preside, Virgilio Ferrara – un evento che segnò il passo culturale di tutta l’area vesuviana. Nel corso di questi appuntamenti metteremo in tavola ricette tradizionali della cucina vesuviana con l’utilizzo dei prodotti nostrani e piatti tipici della ristorazione del territorio. Allo stesso tempo daremo spazio alla cultura con esibizioni di gruppi provenienti dal conservatorio San Pietro a Maiella ma anche dalle tradizioni delle nostre terre”.

Il Mattino 22 gennaio 2012

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